SIPARIO:

gruppo teatrale italiano d'Olanda

presenta:

Un curioso accidente

di

Carlo Goldoni


2, 3, 4 e 5 febbraio 2006, Jeugdtheater Pierrot, Den Haag

8 febbraio 2006, Polanentheater, Amsterdam

Il programma

La locandina

La commedia

L'autore

Alcune immagini dalla rappresentazione...

Commedia in tre atti

In "Un curioso accidente" Goldoni presenta una delle sue tematiche più classiche: l'eterno conflitto tra genitori e figli. Da una parte un padre che, troppo compiaciuto del suo successo sociale, non sa capire i sentimenti della figlia e dall'altra una figlia che, non osando sfidare direttamente l'autorità paterna, nasconde il suo amore contrastato con un sotterfugio che innesterà tutta una serie di "curiosi" equivoci. La commedia è ambientata a L'Aja, in una famiglia di commercianti olandesi, intorno alla seconda metà del Settecento.

L'autore, nella nota introduttiva alla Commedia, tiene a specificare che la vicenda : "non è che un fatto vero, verissimo" e allora: "Specchiatevi, o spettatori, in questi personaggi che vi presentiamo, ridete di loro e non fate che si abbia a ridere di voi".

La scena si svolge in una casa di commercianti olandesi del Settecento, legati ai "sacri miti" del lavoro e del denaro. Proprio questa particolare ambientazione ci ha attratti verso "Un curioso accidente". Un ponte ideale tra la cultura italiana e quella olandese. Ma sono poi così diverse? Non stiamo in realtà parlando di temi, situazioni, umane debolezze che esistono a tutte le latitudini, in tutte le epoche e in tutte le culture? Non fanno parte semplicemente della natura umana?

SIPARIO - gruppo teatrale italiano d'Olanda - alla sua dodicesima produzione, propone una commedia di uno dei più grandi autori del teatro italiano.


L'autore

Carlo Goldoni nasce il 25 febbraio 1707 a Venezia. Compie studi di Giurisprudenza e nel ’31 si laurea in legge a Padova. Dopo qualche anno di mediocre pratica dell’avvocatura e di viaggi in numerose città, si stabilisce a Milano e nel ’34, ha occasione di incontrare il Capocomico Giuseppe Imer, per il quale, negli anni successivi, scriverà intermezzi comici, tragedie e tragicommedie. E’ solo nel ’38 che Goldoni si dedica alla commedia e scrive Momolo Cortesan, in cui la parte del protagonista era scritta quasi per intero, dando così inizio alla «riforma tecnica» che lo condurrà in seguito ad abbandonare per sempre l’improvvisazione della Commedia dell’Arte. Nel ’47 conosce Gerolamo Medebach, che a Venezia teneva Compagnia a Sant’Angelo, e si convince a collaborare con lui. In questo periodo nascono: La vedova scaltra, La putta onorata, Il cavaliere e la dama. Nel ’50 scommette col pubblico di sfornare 16 commedie in un solo anno; promessa che manterrà, dando vita tra le altre, a: La bottega del caffè, Il bugiardo e Pamela. Nel ’53 nasce la Locandiera, proprio al termine del periodo che lo vede al fianco di Medebach. Nel periodo successivo assume un impegno di 10 anni con il teatro SanLuca e qui mette in scena alcuni capolavori come Il campiello, I rusteghi, La trilogia della villeggiatura, Le baruffe chiozzotte. Alcuni insuccessi e l’ormai irriducibile disputa con Gozzi, convincono il commediografo ad abbandonare Venezia e raggiungere Parigi, invitato dal Tèâtre-Italien, per il quale però dovrà riprendere a scrivere «a soggetto». Nel novembre del ’71 il Bourru bienfaisant viene rappresentato alla Comédie Italienne, e suscita l’ammirazione di Voltaire. Sempre a Parigi scrive, in francese, le sue Memorie, iniziate nell’84 e pubblicate nell’87.Muore quasi in miseria a Parigi, nel 1793.


 



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